💬 𝘋𝘢𝘭𝘭’𝘢𝘷𝘷𝘪𝘰 𝘯𝘦𝘭 𝟤𝟢𝟣𝟪 𝘢𝘭 𝘤𝘰𝘪𝘯𝘷𝘰𝘭𝘨𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘵𝘪𝘧𝘰𝘴𝘪, 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘳𝘦𝘴𝘤𝘪𝘵𝘢 𝘥𝘦𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘪, 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘶𝘢𝘭𝘪𝘵𝘢̀. 𝘓𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘢𝘭 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘨𝘪𝘰𝘯𝘦
𝗖𝗵𝗲 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗶 𝘀𝗰𝗮𝘁𝗲𝗻𝗮, 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝘁𝗼, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼?
Per tre stagioni consecutive, prima di questa, ci siamo giocati la promozione in finale playoff. Quest’anno ci eravamo posti come obiettivo a inizio stagione 20 vittorie, che domenica dopo domenica sono arrivate. La primissima emozione non è l’orgoglio per quanto raggiunto, ma la soddisfazione nel vedere la gioia dei ragazzi che si sono meritati questo traguardo. La misura della prestazione, invece, la possono dare le contendenti partite con i favori del pronostico e con organici assemblati per fare bene subito: basti pensare che la seconda e la terza del nostro girone avrebbero vinto il campionato in quasi ogni altro raggruppamento in regione.
#𝗟𝗮𝟭ª𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝗼𝗻𝘀𝗶𝘀𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝗺𝗮𝗶, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗼 𝗲̀ 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗼𝘀𝗼. 𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲, 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗹𝗲 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗙𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝗮?
Abbiamo iniziato nel 2018 con circa 30 bambini e senza neanche un campo in cui giocare. Nessuno credeva nel nostro progetto, ma gradualmente il movimento è cresciuto fino a diventare la singola società col più alto numero di tesserati a Faenza e nel più ampio bacino scolastico faentino.
Le tappe fondamentali sono certamente da individuare negli investimenti fatti sia a livello di strutture che di servizi: nel 2019 siamo entrati nel campo dei salesiani e nel 2021 abbiamo portato il manto sintetico, nel 2023 abbiamo realizzato la fusione col Real Faenza e l’anno successivo cominciato il progetto riguardante la Prima squadra. Nel 2024, inoltre, abbiamo ufficializzato l’affiliazione con l’Atalanta, che ancora oggi rappresenta un’opportunità di assoluto prestigio per la formazione e il bagaglio di esperienze sia dei ragazzi e delle loro famiglie che dei nostri tecnici. In aggiunta a questo, abbiamo avviato il settore del calcio giovanile femminile, per cui si sta valutando il debutto di una nuova Prima squadra. Siamo infine impegnati nel lancio di un nuovo entusiasmante progetto che per il momento preferisco mantenere riservato.
𝗦𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗻𝗻𝗮𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗳𝗮𝗹𝗶, 𝘀𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮 𝘂𝗻 𝗲𝗽𝗶𝘀𝗼𝗱𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮. 𝗩𝗮𝗹𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲? 𝗢 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘀𝗲𝗴𝗿𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁𝗮̀?
Certamente, in questa stagione eccezionale, la continuità è stata fondamentale, non solo da un punto di vista prestazionale ma anche di mentalità: le avversarie dirette sono sempre rimaste in scia, in attesa di nostri passi falsi che sono stati rarissimi.
Quanto agli episodi di svolta, ho una personalissima opinione: ne vedo due che, a mio parere, hanno determinato l’esito di quest’annata. Il primo è stato il passo falso nella finale playoff 2025, che ci è costato la promozione: immediatamente dopo quella partita, ho avuto la nettissima sensazione – che non ho mancato, più tardi, di condividere con staff e ragazzi – che saremmo stati capaci di compiere la stagione che poi si è realizzata. Il secondo, invece, è stata la sconfitta a Mezzano: per motivi non soltanto legati al calcio, quell’esperienza surreale ha avuto un effetto dirompente all’interno del gruppo squadra, inclusi tecnici e staff, che ha convogliato le proprie forze in modo ancor più determinato; gli occhi e le espressioni dei ragazzi lasciavano pochi dubbi, infatti poi abbiamo vinto le cinque partite successive segnando 14 gol e allungando sul Mezzano stesso.
𝗨𝗻 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼, 𝘁𝗿𝗮 𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼, 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗲.
Questa è stata sin dal principio la politica della società. Su una rosa di 26 giocatori, solo cinque sono nati prima del 2000. E quest’anno hanno partecipato in pianta stabile due 2007 e almeno cinque 2006: ragazzi cresciuti nel nostro settore giovanile o arrivati da altri contesti per sentirsi valorizzati.
𝗖𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲, 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲, 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝘀𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗳𝗳?
Il risultato di quest’anno è il frutto di un percorso sul quale si è lavorato dalla scorsa stagione. L’impronta di mister Rodondi è netta ed evidente sia nel gioco che nella gestione del gruppo. Personalmente mi entusiasmo quando la squadra è in vantaggio e lo sento esortare i ragazzi a non perdere tempo e a cercare il gol: è un concetto potentissimo per i giocatori, che infonde autostima e consapevolezza delle proprie forze. Mister Bertaccini è dotato di rara intelligenza emotiva e la sua presenza costante durante l’anno ha giocato un ruolo determinante nell’equilibrio dello spogliatoio. E tengo a dedicare un ringraziamento speciale ad Andrea Vignoli, sempre al fianco della squadra e fondamentale riferimento organizzativo.
Infine un pensiero va a Samuele Beoni. Un grande dolore la sua perdita, ancora da assorbire.
𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗲𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗲, 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝗿𝗶𝗼?
Su questo non ho alcun dubbio: la soddisfazione più grande di quest’anno, che supera anche quella del risultato, è l’essere riusciti a creare un contesto molto partecipato e coinvolto, dove lo spirito di appartenenza ha portato tantissimi tifosi al campo ogni domenica. Amici, famiglie, giocatori del settore giovanile hanno sempre riempito gli spalti e fatto sentire la propria vicinanza ai ragazzi della Prima squadra. Ci sono state partite con oltre 300 spettatori, numeri talvolta difficili da vedere anche in Eccellenza. Non sono parole di circostanza: il calore e l’entusiasmo dei tifosi, sempre molto corretti, hanno sicuramente generato energia aggiuntiva e uno scenario in cui è bello giocare.
Un doveroso ringraziamento va a tutti gli sponsor, che ci permettono di aumentare di anno in anno la qualità dei servizi investendo in strutture e tecnici di qualità.
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀?
Al momento, ci sono altre società nella stessa categoria o anche superiore. Credo piuttosto che per Faenza sia importante poter contare su un ambiente partecipato e innovativo, per ragazzi e famiglie, in grado di rigenerare passione ed entusiasmo.
𝗤𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝘀𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼𝗯𝗹𝘂̀ 𝗶𝗻 𝘁𝗿𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲?
Innovazione, entusiasmo, partecipazione.
𝗘 𝗼𝗿𝗮? 𝗖𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗱𝗲𝗿𝗮̀ 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗼𝗻𝘁𝗲?
Crediamo nella pianificazione e nella progettualità: la prossima stagione l’abbiamo già preparata l’anno scorso. Tutte le scelte e le decisioni che stiamo condividendo in questo periodo sono più che altro orientate alla stagione successiva alla prossima.
La strategia è semplice e non ha particolari segreti: valorizzare il giocatore, fidelizzarlo e fargli fare esperienza, in modo che diventi protagonista di un percorso di crescita condiviso.
Forza Leoni! Forza Faventia, #𝘪𝘭𝘤𝘢𝘭𝘤𝘪𝘰𝘢𝘍𝘢𝘦𝘯𝘻𝘢! #𝘍𝘢𝘦𝘯𝘻𝘢𝘦̀𝘍𝘢𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪𝘢 ⚪🔵

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