Duelli, coraggio, adattabilità: così cresce il calciatore di domani

𝘓𝘢 𝘷𝘪𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘍𝘢𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪𝘢, 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘶𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘶𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘳𝘳𝘦𝘵𝘵𝘢 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘤𝘰𝘯𝘧𝘪𝘵𝘵𝘢.

Tecnica e tattica individuale, per preparare i ragazzi ad affrontare al meglio il gioco di squadra. È il 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗿𝗲𝗮 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗙𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝗮 e che, in linea con realtà strutturate come l’Atalanta – con la quale i biancoblù collaborano dal 2024 -, punta ad arricchire il bagaglio dei più giovani in vista della dimensione agonistica.

𝐁𝐚𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐮𝐚𝐥𝐢

Due gli aspetti cardine. «Il punto di partenza è il miglioramento dell’uno contro uno – spiega Roberto Rodondi, referente tecnico per l’Agonistica e mister della prima squadra -, perché soltanto con ottime basi individuali 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗮 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼. Il percorso inverso, invece, non è possibile: se ci si concentra inizialmente solo sui movimenti di reparto, nel duello uno contro uno emergono inevitabilmente delle lacune». 

𝐀𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐬𝐨𝐫𝐞

Un principio che riguarda tutti i ruoli. «Nel calcio di oggi l’attaccante è la prima linea difensiva – prosegue Rodondi – e 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗮𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼. Deve saper affrontare l’avversario. Allo stesso modo, in costruzione, anche il difensore deve essere equipaggiato tecnicamente: con squadre che pressano sempre di più, il primo controllo e la capacità di giocare senza paura diventano fondamentali».

𝐏𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐭𝐭𝐚

L’obiettivo è quindi rendere i ragazzi consapevoli e sicuri, «capaci di gestire la sfera senza farsi prendere dal panico – continua -, sapendo che l’errore fa parte della crescita. Per questo lavoriamo molto anche sulla cultura della sconfitta: si entra in campo per vincere ma, 𝘀𝗲 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮, 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗹𝗼 e ripartire».

𝐍𝐨 𝐚𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐭𝐭𝐢

Il secondo aspetto, invece, è evitare dogmi sotto il profilo tattico. «Non imponiamo moduli o scelte rigide agli allenatori – conclude Rodondi -, né trasformiamo il gioco dal basso in una regola assoluta. Ci piace, è formativo e ci porta a gestire ottimamente il possesso, ma le partite cambiano e gli avversari pure. L’importante è dotare di un 𝗯𝗮𝗴𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶. E mi sembra che i giocatori siano molto in sintonia con questo metodo di lavoro».

Forza Leoni! Forza Faventia, #𝘪𝘭𝘤𝘢𝘭𝘤𝘪𝘰𝘢𝘍𝘢𝘦𝘯𝘻𝘢! #𝘍𝘢𝘦𝘯𝘻𝘢𝘦̀𝘍𝘢𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪𝘢 ⚪🔵

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