Intervista al Presidente Fabio Cavassi

Appena terminata una stagione particolare. Quale il bilancio dell’annata?

In effetti è stata davvero una stagione indimenticabile sia per come è iniziata che per come è terminata. Purtroppo, l’inizio non esiterei a definirlo drammatico: l’impianto dei Salesiani, fiore all’occhiello del centro città, è stato completamente distrutto dall’alluvione cancellando in una notte investimenti e sogni di anni. Da quel momento però è anche iniziata la rinascita che in pochi mesi ci ha visto ricostruire il campo (va il massimo della nostra riconoscenza alla Tampieri Spa per la sensibilità nei confronti dello sport giovanile e per aver creduto nel nostro progetto) e crescere fino a oltre 500 tesserati tra atleti e staff, avviare il progetto Calcio Femminile, ribadire quello del Calcio a 5 (iscritti per il secondo anno al campionato Under 15) e diventare, di fatto, la società calcistica più rappresentativa del nostro territorio per numero di tesserati. Peccato solo essere mancata la ciliegina della promozione di categoria per la nostra prima squadra arrivata alla finale playoff. Saremo ancor più motivati il prossimo anno…

Come si spiega questa crescita in così poco tempo?

In realtà questo era un obbiettivo che ci eravamo posti alcuni anni fa e che abbiamo perseguito con una strategia ben precisa: ogni investimento deve essere a vantaggio dei nostri ragazzi e delle loro famiglie. Oltre agli investimenti sugli impianti abbiamo curato la qualità dell’offerta formativa inserendo ogni anno allenatori più qualificati, della dotazione di materiale, vestendo Kappa tutti i nostri tesserati, e tenendo i prezzi delle quote competitivi. In generale, pur con ancora tantissime aree di miglioramento, riteniamo che i bambini e le loro famiglie riescano a trovare al Faventia un ambiente accogliente, motivante e rassicurante.

In che senso rassicurante?

Ogni ragazzo al Faventia inizia un percorso di formazione con l’obiettivo di acquisire tutti i necessari strumenti per giocare divertendosi; ognuno ha i propri ritmi che devono essere gestiti con competenza e struttura. Non possono esserci pressioni a questo livello né implicite né esplicite: il Faventia, ad esempio, non pubblica esaltanti foto e risultati di partite dei bambini sui social.  È uno stile non coerente al nostro metodo formativo. Il massimo che ci siamo permessi di fare sono complimenti a fine torneo sia ai nostri ragazzi che agli avversari. Questo non significa disinteresse alla competizione, anzi: il confronto con gli avversari è necessario ed è parte integrante del gioco, ma è altrettanto necessario intendere il risultato come misura di ciò che si è imparato in allenamento. È questo il senso del perseguimento della vittoria.

C’è poi un secondo aspetto a cui teniamo particolarmente riguardo la tutela dei nostri ragazzi: purtroppo, ci scontriamo a volte con realtà che ritengono il calciatore una proprietà della società per cui è tesserato. Tengo a sottolineare che nel Faventia i desideri e le scelte di ogni ragazzo/a sono rispettati a prescindere dagli interessi societari. Siamo orgogliosi che tanti giovani siano cresciuti con noi ed abbiano poi fatto scelte dettate dai loro desideri per provare altri contesti senza forzare alcuna decisione. Siamo contenti che negli ultimi quattro anni cinque nostri giocatori siano approdati in società professionistiche mentre altri hanno semplicemente deciso di accettare nuove sfide. Per tutti loro, a prescindere dalla categoria e dalla maglia indossata, il nostro augurio è che riescano a coltivare la propria passione sempre col massimo impegno e dedizione al divertimento. Questa è da sempre la nostra filosofia che fortunatamente, anche grazie al recente cambio dei regolamenti in merito, è condiviso da un numero crescente di realtà; mi piace a questo proposito citare il Borgo Tuliero che abbiamo sempre ammirato per coerenza e visione.

Progetti per il futuro?

Come sempre tanti e ambiziosi. Tutto lo staff propone sempre nuove idee consapevole che ogni buona proposta potrà essere realizzata.

Il progetto più importante a livello di impianti sarà certamente quello relativo alla Cittadella dello sport alla Graziola. Con l’Amministrazione abbiamo collaborato negli ultimi mesi per trovare le migliori soluzioni per tutti i fruitori di un’area che diventerà la vera casa dello sport di Faenza. Nello specifico, a partire dall’estate 2025 saranno installati 2 nuovi campi da calcio a 11 di cui uno in erba sintetica ed un campo da calcio a 5. Saranno rivisti gli spogliatoi, costruiti ambienti per momenti di aggregazione ed uffici ed in generale rivista la disposizione degli accessi.

Riguardo l’impianto dei Salesiani invece sarà terminato il lavoro di asfaltatura del parcheggio ed automatizzati gli accessi tramite un sistema di lettura targhe che consentirà a tutte le nostre famiglie di accedere gratuitamente al parcheggio anche solo per fare un giro in centro mentre il figlio/a gioca o si allena: uno dei servizi dedicati in esclusiva alle famiglie dei nostri tesserati.

Un ulteriore progetto su cui stiamo lavorando da mesi è il Centro Metodologico Faventia: un gruppo di specialisti sui tre primari ambiti di intervento per lo sviluppo formativo dei nostri atleti: tecnica funzionale, educazione motoria e tattica individuale e di gruppo modulati a seconda dell’età dell’atleta.

L’ultimo progetto per il momento resta ancora riservato poiché non ancora ufficiale. Ci auguriamo davvero di poterlo svelare a breve perché, nel caso, sarà una notizia davvero bella e importante per il calcio faentino e di tutto il territorio. 

Tante novità allora per la prossima stagione?

Sì, tante nuove sfide da affrontare per fare in modo che la scelta di venire o restare a giocare, allenare o collaborare nel Faventia resti la migliore per tutti.

Faremo del nostro meglio per poter continuare a vincere questa sfida ogni anno.

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