NewsIntervista al Presidente Roberto Castelfidardo

03/08/2022
intervista al presidente castelfidardo

Appena conclusa la stagione sportiva 21/22 è tempo di bilanci…

Sono pienamente soddisfatto per come il nostro staff ha lavorato in questa stagione. Abbiamo visto un netto miglioramento ed una crescita evidente in tutti i ragazzi di tutte le categorie giovanili con alcuni risultati davvero insperati. Anche quest’anno altri 2 ragazzi sono passati al Bologna FC con cui abbiamo stabilito una proficua collaborazione, a più livelli, come anche con altre società in regione. In due anni sono stati 3 i ragazzi passati dal Faventia al Bologna ed altri sono attualmente sotto osservazione per valutarne la crescita nel prossimo futuro. Sono opportunità che siamo felici di offrire alle famiglie ed agli atleti che fanno parte della nostra associazione con la massima propensione alla collaborazione ed apertura nei confronti di tutte le altre realtà.

Progetti per il futuro?

L’obiettivo primario resta concentrarsi sempre di più sulla cura del dettaglio nella crescita del ragazzo anche da un punto di vista non sportivo: stiamo ad esempio valutando attività di supporto ai compiti pre o post allenamento per alcune categorie in modo da sollevare, almeno parzialmente, le famiglie da questa attività.

Ogni anno proponiamo nuovi servizi e attività e questo contribuisce a rendere il Faventia una società sempre più credibile non solo nel territorio locale ma anche a più largo raggio. La nostra crescita e la qualità crescente dei nostri organici non può dipendere dalla statistica e dalla selezione per cui un elevato numero di tesserati porta inevitabilmente ad aumentare la competitività delle squadre. Al contrario si deve lavorare per portare ogni tesserato a migliorarsi e riuscire a rendere competitive tutte le categorie con l’inclusione e la cura per la formazione di tutti gli iscritti. Per questo motivo siamo così orgogliosi dei risultati dei nostri ragazzi.

Una stagione significativa e ricca di novità anche in termini di strutture. Come vi siete mossi al riguardo?

Certamente, abbiamo deciso di investire sullo sviluppo del settore giovanile partendo appunto dalle strutture. Difficile fare qualità senza investire sugli strumenti di crescita che nel nostro specifico sono gli allenatori e lo staff così come le attrezzature. Come è noto abbiamo investito su un campo in erba sintetica di ultima generazione ed una tribuna da ca. 80 posti. Tutto questo in totale autonomia e, tengo a chiarire, senza chiedere alcun contributo dall’amministrazione comunale. Comprendiamo le difficoltà che riguardano la gestione degli spazi ma ad oggi, nonostante 200 iscritti di solo settore giovanile (per scelta non abbiamo una prima squadra) ed i risultati conseguiti, siamo l’unica società di calcio giovanile del territorio a non avere campi in convenzione su cui pianificare eventualmente altri investimenti. Tutti i campi che utilizziamo sono frutto di accordi privati.

È stato recentemente presentato un piano di riqualificazione dell’area Graziola. Pensa potrà essere di aiuto?

Il progetto Graziola, augurandoci come cittadini che parta al più presto, è una realizzazione che prescinde dalle singole società, noi inclusi. È un’area intoccata da oltre 40 anni ancora nelle stesse condizioni di quando la frequentavo io da bambino. La differenza è che oggi si sono aggiunte realtà consistenti come il Rugby ed il Baseball e noi stessi, e quelle storicamente presenti hanno mantenuto la propria attività. Va da sé che la struttura non può reggere alla richiesta di così tanti fruitori. Mi auguro che la graziola possa finalmente dare più respiro a chi ha necessità di usufruire di spazi da gioco e praticare sport.

A questo proposito ultimamente si sono alternati alcuni tornei nel vostro nuovo impianto. Che ritorno c’è stato?

Nel mese di aprile abbiamo organizzato un torneo giovanile dedicato a più categorie che ha portato tantissime famiglie al campo. È stato il primo evento di questo genere che abbiamo realizzato ed è stato un buon successo. Avevamo predisposto uno stand e dei tavoli per tutti coloro che desideravano fermarsi per mangiare e bere mentre guardavano le partite. Nel mese di maggio invece, insieme ad alcuni ragazzi, abbiamo ridato vita ad un torneo di calcio a 8 aperto a tutti i tesserati del comprensorio che era stato sospeso da alcuni anni. È stato davvero sorprendente ed emozionante vedere fino a 400 persone negli spalti a guardare partite di ottimo livello. È stato come rivivere i tempi in cui la socialità era ancora guidata dalla relazione personale piuttosto che dalle chat. È stato un tuffo nel passato, nel mondo analogico a dispetto del digitale. Un’esperienza totalmente positiva che certamente replicheremo il prossimo anno.

E qualche settimana prima avete ospitato squadre giovanili professionistiche nel vostro nuovo impianto….

Sì, sono venute le squadre 2013 e 2011 del Bologna e della Spal al torneo di inaugurazione del campo. Nell’occasione siamo stati felici di coinvolgere anche il Rione Nero ed il Rione Rosso, con le esibizioni degli sbandieratori, oltre che della scuola di Musica Sarti che ha dato fiato ai propri strumenti. Ci preme ringraziare anche i rappresentanti ed il personale di Faventia Sales che si dimostra sempre attento alle esigenze della nostra società e supporta con grande disponibilità l’organizzazione di tanti eventi all’interno del complesso.

Recentemente è uscita la notizia di un accordo tra Faenza e Virtus ed è di questi giorni la polemica tra il Faenza e l’Amministrazione locale riguardo alla gestione dello stadio Bruno Neri. Quale la sua opinione?

Prima di tutto sono felice di sapere che dopo anni di conflitti e incomprensioni le due società in questione siano finalmente riuscite a trovare un canale di comunicazione e questo non può che far bene all’ambiente dello sport faentino.

In merito al tipo di operazione, invece, ritengo che il Faenza debba essere la squadra della città e come tale diventare concentrica rispetto a tutte le altre realtà del territorio piuttosto che restare un progetto portato avanti solo da alcuni. Credo sarebbe stato utile un cambiamento più radicale nel tipo di organizzazione e che ogni società calcistica del nostro comprensorio sarebbe dovuta diventare parte in causa nel riportare il Faenza ai livelli che merita, piuttosto che confrontarsi con piccole realtà locali come da tanti anni a questa parte.

Ovviamente, da tifoso, mi auguro che invece abbiano trovato la giusta ricetta per far risplendere la squadra della nostra città. Circa l’affidamento della gestione dello stadio è bene chiarire, con fermezza, che il Faventia non si è mai interessato e non ha alcuna intenzione di farlo, auspichiamo invece il ritrovamento di un clima più sereno e collaborativo tra tutti i soggetti coinvolti.

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